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  • Anna Stellari

Sappiamo davvero cosa ‘consumiamo’?


‘L’uomo è ciò che mangia’ tu ci credi? io si, profondamente.

Credo che ci trasformiamo non solo in ciò che mangiamo ma in tutte le cose che in qualche modo nutrono il nostro corpo dall’interno e dall’esterno, le cose che consumiamo, consapevolmente o meno.

Pensa per un attimo alla quantità di informazioni che ricevi ogni giorno da social, amici, lavoro, tv, credi che non ti facciano nessun effetto?


In realtà, giorno dopo giorno, influenzano il tuo umore, che condiziona i tuoi pensieri che diventano le fondamenta delle tue scelte.


Pensa al numero di parole che ascolti senza aver posto una domanda, alla confusione nella tua testa di canzoni, persone, impegni, immagini.

Diventa molto facile, con queste premesse, sentirsi sopraffatto e incapace di poter fermare questo ciclo continuo. Certo è che non possiamo isolarci dall’ambiente e dalla cultura nella quale siamo immersi, ma possiamo cominciare a vivere in maniera più consapevole.


Vedila così: non puoi scegliere quali prodotti ci saranno al supermercato, ma puoi imparare a leggere le etichette e a conoscere il tuo corpo per comprare ciò che è meglio per te.





Il ‘supermercato’ se vogliamo, rappresenta l’insieme delle cose sulla quale non puoi intervenire e di quelle ti consiglio di :


a) non occupartene (anche perché indovina un pò? non potresti lo stesso)


b) non lamentarti, considera la tua frustrazione come una fonte di energia, non dico di eliminarla ma solo di prenderla e farne altro, di seguito ti suggerisco cosa.




SOCIAL

Prova a prendere in mano il tuo telefono e, un social alla volta, controlla chi sono le persone che segui. Non ti sto chiedendo di scorrere uno per uno il profilo di ogni singola persona, ma di prestare attenzione alle tue reazioni davanti a certe immagini, frasi, parole, commenti.

Ci sono persone che ti provocano rabbia? smetti di seguirle.

Ci sono persone che ti fanno sentire inadeguato? Eliminale.

Ci sono persone che non sai nemmeno chi sono e perché sono li? Addio.


Ci sono poi anche persone che sappiamo già chiaramente che non ci fanno star bene ma, per tutta una serie di motivi non possiamo eliminare, in quel caso ci sono metodi per ‘silenziare’ quella persona in modo da non eliminarla ma non vedere più nulla di ciò che pubblica.


CASA

Quel determinato oggetto ti mette tristezza, ti fa venire in mente brutti ricordi, ti fa pensare ai soldi che hai sprecato per una cosa così inutile e insignificante o semplicemente non ti piace più?

Le soluzioni sono 3:

-donarlo, a chi sai che piacerebbe o a chi ne ha bisogno,

-venderlo

-buttarlo.


La quarta, ovvero nasconderlo meglio in modo da non vederlo, non è contemplata.


TV, SERIE, LIBRI, MUSICA

Ho accorpato queste categorie insieme perché spesso le consumiamo non in modo diretto, ma più come sottofondo di accompagnamento ad altre attività. Fai la doccia e ascolti musica, pulisci la cucina e accendi la tv e se qualcuno ti chiede ‘che guardi?’ tu rispondi ‘boh non stavo nemmeno ascoltando’ ti è mai successo? a me tante volte. Questo utilizzo automatico ci rende ancora più difficile essere consapevoli. Ancora una volta, osserva semplicemente cosa fai quotidianamente, quali sono i programmi che guardi? che ascolti? per quale motivo lo stai facendo? quali emozioni ti trasmettono?


Interrogati, presta attenzione, sii sincero e prova a smaltire tutto quello che non ti è più utile, che non ti fa stare bene, che è semplicemente mediocre perché c’è tanta di quella bellezza in giro che non capisco il motivo di doversi accontentare di banalità.


..AMICI

Non ti dirò di tagliare amicizie e liberarti di persone, qui il discorso si complica perché entriamo in una sfera affettiva molto più ampia.

Però ti lascio una frase:

‘’You are the average of the five people you spend the most time with’’


Just say that.



Il discorso potrebbe continuare con molte più aeree e con un livello di profondità sicuramente maggiore ma, come per ogni cosa, penso sia meglio cominciare da poco e con calma.



Ricorda non esistono influencer, programmi, amici, oggetti ‘giusti’ o ‘sbagliati’, la stessa persona che a me può causare un forte senso di ansia può essere fonte di ispirazione per un’altra persona, la stessa musica che mi fa rilassare può essere un mal di testa in note per qualcun altro.


Non stiamo cercando il meglio in senso erroneamente assoluto, ma proviamo ad acquisire prima di tutto consapevolezza di quello che guardiamo e ascoltiamo ogni giorno nei limiti di quello che possiamo controllare come dicevamo prima.


Si tratta anche di imparare a conoscersi, prendere l’abitudine di ascoltarci e di scegliere in questo momento, con consapevolezza, ciò che è meglio per noi, non vorrei essere ripetitiva ma sto rafforzando il concetto perché quello che leggiamo ci influenza no?


Tra un anno, un mese, una settimana, un giorno magari qualcosa cambierà già quindi

resta in ascolto,

sempre.

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    These mountains that you are carrying, you were only supposed to climb.

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