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  • Anna Stellari

Non hai bisogno di giustificarti

Avrei voluto che qualcuno si fosse preso il tempo per sedersi, farmi questo discorso, ed andare. Non è successo, ma spero di poter essere io quel qualcuno per te.

Il discorso è molto semplice:

Non hai bisogno di giustificarti.


Esistono due tipi di giustificazioni, per semplificare le chiameremo quelle buone e quelle cattive. Riduttivo ma efficace.


Quelle buone nascono dalla nostra voglia di spiegare ad una persona a noi cara e che ci tiene a sua volta a noi, il perché di un nostro comportamento, azione o scelta. 'Spieghiamo le nostre ragioni’, su richiesta o senza che la domanda venga posta direttamente, perché parliamo di scelte e comportamenti di vita e quella persona vogliamo che continui a farne parte.



Non mi giustifico con mia madre perché lei lo pretende, lo faccio per il piacere di condividere con lei, che è una parte importante della mia vita, pezzi di quest'ultima.


Non sempre è facile spiegarsi, non sempre le scelte vengono condivise, ma queste sono le giustificazioni buone. Mi piace chiamarle buone perché questa è la loro natura e intenzione primaria. Non vogliono infatti piacere per forza, non vogliono conquistare qualcosa o qualcuno, sono semplicemente così.


Continua sempre a farle crescere dentro di te e poi impara a lasciarle andare. Anche quando ti sembrerà difficile, loro troveranno il modo di esprimersi.


Poi esistono le giustificazioni cattive.

Le riconosci subito perché arrivano quasi tutte allo stesso modo, sono di fretta e vogliono urlare. Non hanno toni e modi gentili, non è il loro scopo, devono farsi sentire forte e magari il prima possibile. Rispondono al nostro bisogno di essere capiti, amati e accettati.

Vediamo se queste frasi ti ricordano qualcosa:


'Se solo sapessi cosa ho passato per essere qua, non ti comporteresti così’


'Tu non hai idea di quello che ho dovuto sopportare’


'Pensi che sia stato facile per me?’


‘Tu non mi conosci per niente’


'Ma tu cosa ne sai di me, della mia vita, delle mie cose?’


Questi sono tutti incipit, da lì cominciano le giustificazioni, ognuno le sue.


Per quanto alcune giustificazioni siano rappezzate, trite e un po' egocentriche altre sono vere profonde e sincere. Sono intrise delle nostre fatiche e dei nostri sacrifici e giustificano perfettamente il nostro comportamento. Non siamo ovviamente 'giustificati' a fare ció che facciamo a prescindere, ma spesso dietro i nostri comportamenti c'è una giustificazione, condivisibile o no, e noi sentiamo questo bisogno di esprimerla.

Mi correggo non lo chiamerei bisogno, è più una smania, è il bruciore che parte dalla stomaco, è la voglia di dimostrare all'altra persona qualcosa di noi.

Mi fermerei sulla parola di-mostrare perché è molto interessante.


Immagina di essere una ragazza alta un metro e novanta con un stacco di gambe da far invidia a chiunque, e tu sei consapevole felice e grata di quella parte del tuo corpo, e una persona x (un amico, un parente, un collega, uno sconosciuto) ti dichiara quello che pensa di te, ovvero che tu sia 'troppo bassa'.

Immagina per un attimo la tua reazione: una gran risata.

In nessun caso metteresti in discussione la tua altezza e sai perché? È di- mostrato. È evidente. È sotto gli occhi di tutti, non hai bisogno di giustificarti, non hai bisogno di correre, urlare e implorare dicendo ‘ no guarda, prendi le misure, guardami meglio’ ripeto, ti faresti una gran risata.


Pensa all'ultima volta che ti hanno detto che sei troppo fredda, troppo razionale, troppo emotiva, troppo testarda, troppo qualcosa. Sei rimasta imperturbata come con l'esempio della ragazza? Io non penso ti sei fatta quella gran risata. Credo che tu ti sia sentita offesa, amareggiata, delusa e per ultimo incompresa.. da lì la tua voglia uguale e contraria di farti comprendere, di giustificarti, di farti capire.


Perché c'è un motivo se non piangi mai o se piangi sempre.

'Quel motivo non è semplicemente sotto gli occhi di quella persona, quindi se lo di-mostriamo capirà, no?' Quante volte l'ho pensato, quante volte mi sono detta 'Anna devi solo trovare il modo giusto, le parole, le cose giuste da raccontare' ma la risposta alla domanda è sempre: No, non capirà.


Sai perché non funziona? perché in realtà, il più delle volte, non stiamo giustificando un nostro comportamento, stiamo giustificando noi stesse come persone.

Tu sei molto di più di quel singolo comportamento, ecco perché giustificarlo è così difficile.

Ma non è solo difficile attenzione. Anche se quella persona avesse capito, resta comunque un comportamento estremamente pericoloso perché stai mettendo nelle mani di un'altra persona la scelta del tuo valore come singolo individuo.


Stai dando il potere ad una o più persone che non sono te, di scegliere per te e al tuo posto se è giusto e giustificato essere così in base ai loro parametri.

Come misurare l’acqua con il compasso.


Non hai bisogno di giustificarti.


Tu sai cosa hai passato, conosci angoli e sfumature. Eri li in tutti quei momenti che fanno di te la persona che sei ed è già di-mostrato tutto questo, è mostrato per te e questo deve bastarti. Il tuo ego ha bisogno di continue conferme e vuole essere validato da altre persone. Normale, normalissimo che sia così. Sappi però che se cominci ad assecondarlo diventa una strada senza uscita, vorrà più conferme da sempre più persone e non solo non puoi permettertelo perché infattibile, ma in più la tua stabilità e il tuo benessere non può essere una moneta di scambio in nessun caso.


Dovresti giustificarti perché hai voglia e piacere di farlo e non perché ne senti il bisogno, non perché in qualche modo ti senti 'costretta', di sicuro non per quella smania di 'avere ragione'.


So che è rincuorante e confortante sentirsi dire 'mamma mia non lo sapevo! Scusami tanto’ oppure 'cavolo ora ti capisco' (se e quando succede) ma è una morbida copertina di puro e sano acrilico, ti prenderà a fuoco tra le mani prima che tu te ne accorga. Te lo ripeto, se continui a riporre nelle mani di altri il valore delle tue scelte e dei tuoi comportamenti continuerai a misurarti in base al valore dato da tutte queste persone.


Ma tu non sei l'insieme di pareri, giudizi o opinioni altrui, per quanto importanti siano queste persone.


Non sto dicendo che il parere delle altre persone non conta mai o che non devi dare spiegazioni o giustificazione rispetto a ciò che fai, ricordi abbiamo parlato delle 'giustificazioni buone’, ma non dovresti mai giustificarti per ciò che sei. Non è assolutamente facile, anzi, è una sfida continua, è una tentazione continua quella di vomitare parole, fatti, racconti e dire ‘tiè ora sentiti una merda per ciò che hai appena detto/fatto, così ora mi credi e capisci il perché mi comporto così!’ ma sai chi è l’unica persona in quel momento che non si sta davvero credendo? tu.

Se vedessi te stessa con la stessa chiarezza con cui quella ragazza vede il suo stacco di gambe, potresti farti solo una gran risata.

Non ti sentiresti attaccata, messa in discussione, non ti sentiresti nella posizione di doverti giustificare. Sarebbe così chiaro dentro di te quello che sei che non dovresti più cercare le parole giuste per farti capire ma solo le persone giuste con cui farlo, con loro le parole vengono bene in qualsiasi caso.


Non hai bisogno di giustificarti.


Devi cominciare a crederti da sola, a trovare dentro di te la validazione che ti serve, devi onorare la tua persona in qualsiasi modo sia fatta, devi allenarti ogni giorno per mettere a tacere quella voce nella tua testa che ha bisogno di dimostrare e giustificare all'esterno semplicemente ricordandole con pazienza 'io lo so, io ti credo, io c'ero e non abbiamo bisogno di altro', e dico devi perché lo devi a te stessa.


Hai infatti tutto il diritto di essere esattamente così. Hai tutto il diritto di aver commesso errori e di continuare a farlo. Hai tutto il diritto di cambiare idea, di restarci male, di voler parlare o chiuderti in te stessa, di rischiare e perdere.

Hai tutto il diritto di essere testarda, indecisa, flessibile, rigida, bella, brutta, strana, normale, leggera, pesante e hai anche tutto il diritto di non ritrovarti in nessuna di queste parole e di voler inventarti le tue.


Di tutte le cose meravigliose che sei e di quelle che non sai ancora di essere,


No, non hai bisogno di giustificarti.

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    These mountains that you are carrying, you were only supposed to climb.

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