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  • Anna Stellari

Le super donne

‘’Riesco a fare duemila cose insieme e non ho bisogno di nessuno che mi dia una mano’’



Le donne lo dicono. Vantandosene o dipingendosi come vittime, sottovalutandolo o sottolineandolo alla prima occasione disponibile. Lo trasmettono ad altre donne e denigrano chi, questa magica dote, sembra non possederla.


Continuiamo ad alzarci l’asticella reciprocamente, continuiamo a pretendere di riuscire a fare tutto perché ‘’una vera donna sa fare tutto’’.. e io che non ci riesco? sono meno vera? sono meno donna? sono un difetto di fabbrica?


Mi sono posta queste domande proprio in questi giorni perché la febbre mi ha costretto a stare a letto per più di 48 ore. Ho pensato a tutte le donne che riescono lo stesso a studiare, a chi riesce a lavorare, a chi non si sarebbe fermata nemmeno davanti ai miei 38,5.


Sono certa che qualcuna leggendo queste parole avrà pensato ‘’io l’ultima volta con la febbre ho fatto x, y, z '’ sentendosi, segretamente o meno, soddisfatta e fiera di esserci riuscita.

Anche io sento crescere l’orgoglio per tutte le volte in cui ho costretto il mio corpo a fare di più e darmi di più.

Ti rendi conto di quanto questo ragionamento sia assurdo e malsano?


Dovremmo vantarci delle occasioni in cui riusciamo ad ascoltare, riconoscere e cogliere i bisogni del nostro corpo e non di tutte le volte in cui riusciamo a zittirlo forzatamente facendogli fare ciò che vogliamo.


Non stiamo in realtà zittendo lui, stiamo zittendo noi. Non stiamo facendo ciò che vogliamo, ma ciò che ci hanno detto dovremmo volere.


Dovremmo volerle queste vite piene fino a scoppiare, questo continuo fare su fare senza mai fermarsi, dovremmo volerla la stanchezza, la frustrazione, la fatica, perché questo vuol dire che stiamo facendo tanto e che quindi siamo tanto.


Io voglio smettere di volere tutto questo. Voglio smettere di sentirmi in colpa se non riesco ad alzarmi dal letto perché il mio corpo si è ammalato. Voglio poterlo dire che sono stanca anche se oggi non ho spostato le montagne durante il pranzo. Voglio poter chiedere aiuto liberamente perché sacrificare me stessa per poter dire ‘ho fatto tutto da sola’ è un gioco che mi ha stancato.


Vedo tante, tantissime donne che come me non riescono a chiedere aiuto perché pensano che la loro indipendenza e autorità venga minacciata facendolo.

Chiedere aiuto infatti è da sempre considerato da ‘deboli’, e se pensi che farlo ti renda una persona debole sappi che hai perfettamente ragione. Non è però l’atto di chiedere aiuto a renderti debole. Debole lo eri già, lo sei ora e lo sarai in futuro. Tu, io, tutti.

Siamo deboli tanto quanto siamo frangibili e poterlo dire apertamente toglierebbe tanta pressione dalle nostre spalle.


Dico sempre che non credo nella perfezione ma quello che ‘pretendo’ da me stessa gli assomiglia molto e penso di non essere la sola a farlo. Smettiamola.


Non c’è nessuna gara se non quella che abbiamo creato. Non c’è nessuna corsa se non quella per cui non riusciamo a fermarci.

Io non partecipo più, ti auguro di concederti la stessa libertà.

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    These mountains that you are carrying, you were only supposed to climb.

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