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  • Anna Stellari

La sottile arte di Procrastinare e i 5 modi per smettere

Procrastinare vuol dire rimandare, alle volte ripetutamente, qualcosa che sappiamo di dover fare, ad un altro momento. Mi sono informata un bel po’ sull’argomento e sulle diverse modalità che si possono adottare per non diventare dei ‘’procrastinatori seriali’’.

Prima di parlarti di questo, è importante capire cos’è e come funziona questo processo chiamato procrastinazione.




Se ti sei ritrovato a fare qualsiasi cosa pur di non fare quel che dovresti sai già di cosa sto parlando. A differenza di quanto si possa pensare però non si rimanda solo per noia o per pigrizia ma diversi studi hanno dimostrato che lo si fa soprattutto per paura. Quando infatti il compito che dobbiamo svolgere è importante o può significativamente cambiare la situazione privata o lavorativa che stiamo vivendo, rimandare è la prima azione che si tende a compiere.


Lo si fa per due motivi principali:

- La nostra mente, che vorrebbe risolvere quel compito in maniera veloce e instantanea va alla ricerca di qualcosa che abbia queste due caratteristiche e procrastinare appunto è veloce e istantaneo.

- Se non riusciamo a svolgere il compito perché diventa troppo tardi possiamo dire, a noi stessi e agli altri, di non aver avuto il tempo necessario per farlo, non prendendoci così la responsabilità di quanto fatto o per meglio dire non fatto.


Entrambi gli atteggiamenti ci proteggono dalla paura di non essere all’altezza, paura di non farcela, paura che sia troppo difficile, duro, impegnativo o di lunga durata. Sembra un meccanismo assurdo ma è ben collaudato dalla nostra mente che non perde occasione per agire così, infondo rimandare qualcosa è molto più semplice che farla davvero.


Come se questo non bastasse, procrastinare è un meccanismo a ‘’valanga’’. Quando si rimanda una cosa, si tende a rimandare anche un’altra e così via, ecco perché esistono giornate in cui siamo estremamente produttivi e altre in cui non facciamo nulla.


Procrastinare è quindi la nostra resistenza allo svolgimento di un determinato compito e corrisponde ad uno spazio tra quello che vorremmo fare e quello che facciamo realmente.


Fortunatamente esistono diversi modi per ridurre o azzerare questo spazio, di seguito troverai quelli che ho sperimentato e hanno funzionato di più per me.


1) Capire Riuscire a capire che procrastinare non è il risultato della mia pigrizia ma il normale funzionamento del cervello umano ha rimesso tutto in prospettiva. Ogni volta che mi accorgo che sto rimandando qualcosa non dico più a me stessa ‘’ecco la solita scansafatiche’’ ma piuttosto ‘bene, ti conosco, so cosa sei, so cosa stai facendo, non continuerai per molto’’. Non aggiungo sensi di colpa o di inadeguatezza rispetto al mio comportamento perché lo riconosco e so che è naturale. La consapevolezza di come ‘funzioniamo’ come esseri umani penso sia un punto fondamentale e imprescindibile da cui partire.


2) Il più piccolo passo Quando mi trovo a procrastinare mi pongo sempre la stessa domanda: qual è il più piccolo passo che posso fare per svolgere questo compito? una volta fatto mi ripropongo la stessa domanda e continuo fin quando riesco. Se non ho ‘’voglia’’ di scrivere un articolo per il blog mi dico ‘accendi solo il pc’ e poi ‘apri solo la pagina bianca’ e poi ‘scegli solo l’argomento’ e poi ‘butta giù solo la prima riga’. Andare per piccoli passi non solo divide un compito che sembra enorme in tanti step successivi ma serve anche per ricevere delle micro gratificazioni che arrivano al cervello ogni volta che terminiamo il piccolo compito. Il senso di gratificazione ci porterà più facilmente alla voglia di continuare e andare avanti.


3) Metti un timer Facendo palestra a casa mi sono accorta che quando ho l'allenamento di 10 minuti mi viene più difficile rimandare rispetto a quando dovrei farlo per più tempo e ho applicato questo sistema anche in altri ambiti. Chiedi a te stesso di svolgere quel compito facendoti invogliare dal fatto che lo farai con un timer solo per 5 / 10 / 15 minuti, scegli tu. Quando il timer suonerà ti ritroverai nel bel mezzo di qualcosa e li potrai scegliere di continuare, molte volte succede, o di smettere come avevi detto. In entrambi i casi ti sentirai molto meglio ad aver fatto qualcosa, anche una piccola cosa perché avrai rotto il ghiaccio ovvero la parte iniziale, che è sempre la più difficile.


4) Rendilo piacevole Fare due cose contemporaneamente non è il massimo ma può in alcuni casi essere funzionale. Se per esempio non vuoi sistemare una parte di armadio, dei documenti importanti o altro puoi scegliere di farlo mettendo sul pc il tuo film/ telefilm preferito. Oppure musica, candele, qualcosa di buono da mangiare o da bere nel mentre. Cerca di associare la piacevolezza di ciò che già conosci con la noia verso qualcosa che devi fare. Se invece il compito in questione ha bisogno della massima concentrazione non conviene avere delle distrazioni mentre lo stiamo svolgendo ma puoi sempre programmare un premio per quando avrai finito. Un regalo, una pizza, un'esperienza che volevi fare da tanto. Associa qualcosa che ti piace e che desideri al raggiungimento del tuo obiettivo, solo e soltanto a quello. Se rimanderai anche oggi dovrai aspettare per il tuo premio anche oggi.


5) Chiediti perché Abbiamo visto che la procrastinazione è una resistenza. Se stiamo rimandano da tanto, troppo, una determinata cosa forse è importante prima di tutto fermarsi, prendere carta e penna e chiedersi il perché. Le domande alla quale ti suggerisco di rispondere sono: a cosa sto facendo resistenza? di cosa ho paura? cosa potrebbe succedere dopo? cosa sto nascondendo con questo mio atteggiamento? L'ho detto anche in altri articoli ma ci tengo a ripeterlo anche qui: rispondere scrivendo, mettere i pensieri su carta, è molto più potente che pensarli solamente quindi prova a fare questo sforzo se davvero vuoi risolvere questa problematica.


Ora non abbiamo più scuse per continuare a procrastinare ma solo tante idee da poter sperimentare, quindi è il proprio il caso di dire.. buon lavoro!

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    These mountains that you are carrying, you were only supposed to climb.

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