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  • Anna Stellari

5 passi per lavorare meglio

Se pensi che almeno metà della tua giornata la passi a lavoro ti rendi conto di quanto sia importante trascorrere queste ore al meglio delle loro possibilità.


Gli ambienti e i lavori possono essere i più diversi, ma penso che questi 5 passi possano aiutarti indipendentemente dalla tua professione.




1) Non prenderla sul personale

Numero uno per importanza. A lavoro si creano delle dinamiche molto particolari, tanto che è spesso difficile raccontare a qualcuno di esterno cosa è successo nel dettaglio. Giochi di potere, frustrazioni, problemi personali riversati su contesti professionali, ruoli approssimativi, instabilità e incertezza, intelligenza emotiva assente, imprevisti, urgenze. Dando per scontata la presa di responsabilità per quello che succede, è fondamentale non prenderla sul personale. Tu sei sicuramente rappresentato anche dal lavoro che fai, ma non sei di certo solo quello. La tua persona prescinde dal grado, dalla mansione e dal ruolo che ricopri.

Metti in discussione il tuo modo di lavorare perché la possibilità di migliorare dipende solo da te. Non mettere però in discussione il tuo valore come persona,a prescindere da quello che succede.

2) Presenta 1 problema e 2 soluzioni

Se non sei il capo di te stesso, ti toccherà rapportarti con il tuo superiore indicando qualcosa che non và. I problemi non piacciono a nessuno, sopratutto se esistono solo quelli. Ecco perché prima di presentare un problema, sforzati sempre di trovare 2 possibili soluzioni da accompagnare. Se te ne vengono in mente più di due sarà il caso di provare qualcosa prima di parlare, magari risolvi già. Se sei certo invece che esiste solo una soluzione procedi con quella, non hai bisogno di chiedere, salvo casi eccezionali.


3) Lavora “come se tutto fosse tuo”...finché sei a lavoro

Quando lavori prova ad immaginare che lo fai per te. Cerca di farlo con l’impegno che ci metteresti per qualcosa di tuo, ma solo finché sei li. Se tornato a casa stai ancora a controllare in maniera spasmodica le mail, ricordati che sei un dipende. Se non sei un dipendente, quando torni a casa, fingi di esserlo o ritagliati delle ore per poterlo essere. Mentalmente abbiamo bisogno di sentirci responsabili per poter dare il massimo. Allo stesso modo abbiamo bisogno di de-responsabilizzarci per poterci ricaricare. Cerca di trovare questo bilanciamento, in ogni giornata.


4) Non far si che le tue idee siano da ostacolo

Ci si affeziona facilmente alle cose che abbiamo pensato o realizzato in prima persona. Penso sia normale, soprattutto quando ciò che abbiamo realizzato ci soddisfa. Spesso però le cose sono belle ma non funzionano. Sono giuste, ma non funzionano. La nostra priorità è invece che tutto funzioni, quindi evitiamo di diventare l’ostacolo di noi stessi. Ci vuole meno tempo ad abbandonare una strada ripartendo da zero, che ad insistere su qualcosa che non può andare. Prima lo capiamo, prima risparmieremo tempo e fatica. Questo può portare un po’ di frustrazione ma come dicevamo prima: non prenderla sul personale.


5) Rendi tu le critiche costruttive

Questa storia delle critiche ‘costruttive’ non mi è mai stata chiara. La costruttività di una critica dipende dalla capacità di elaborare di una persona e non da quanto detto dall’altra. In quest’ottica, accettiamo tutte le critiche che ci vengono rivolte e rendiamole noi costruttive. Ogni critica ci racconta qualcosa della persona che la rivolge a noi. È importante conoscerle le persone con cui lavoriamo, capire cosa piace e cosa no. Cosa è apprezzato e cosa è oggetto di discussione. Cosa possiamo fare noi in prima persona e con cosa bisogna convivere. Prendiamole, rendiamole costruttive e miglioriamoci.


Ogni lavoro ha le sue specifiche , ma spero che questi passi possano aiutarti ad affrontare in modo diverso questa giornata.

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    These mountains that you are carrying, you were only supposed to climb.

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